Se il workflow che si sviluppa chiama un altro workflow che si trova in un server vRealize Orchestrator remoto, devono essere soddisfatti determinati prerequisiti in modo che il workflow remoto possa essere eseguito correttamente.

  • Tutti i parametri di input del workflow remoto devono essere risolvibili nel server vRealize Orchestrator remoto.
  • Tutti i parametri di output del workflow remoto devono essere risolvibili nel server vRealize Orchestrator locale.

Per fare in modo che i parametri del workflow remoto siano risolvibili, gli oggetti di inventario utilizzati dal workflow devono essere disponibili in entrambi i server vRealize Orchestrator, locale e remoto. Se il workflow remoto utilizza oggetti di un plug-in, anche il plug-in deve essere disponibile in entrambi i server vRealize Orchestrator. L'inventario del plug-in remoto deve essere identico a quello del plug-in locale. Se il workflow remoto utilizza oggetti della libreria in vRealize Orchestrator, ad esempio workflow e azioni, negli inventari dei server vRealize Orchestrator remoto e locale devono esistere gli stessi workflow e azioni.

Si supponga ad esempio di inserire il workflow Rinomina macchina virtuale in un elemento Workflow nidificato nel workflow di prova che si sviluppa. Si desidera eseguire il workflow Rinomina macchina virtuale in un server vRealize Orchestrator remoto. Quando si esegue il workflow di prova, il workflow Rinomina macchina virtuale viene chiamato durante l'esecuzione del workflow di prova. Si specifica una macchina virtuale da rinominare dall'inventario del server vRealize Orchestrator locale. Poiché il workflow Rinomina macchina virtuale viene eseguito nel server vRealize Orchestrator remoto, la stessa macchina virtuale deve essere disponibile nell'inventario di tale server. In caso contrario, il workflow Rinomina macchina virtuale non può risolvere il parametro di input vm. Pertanto, il plug-in vCenter Server nei server vRealize Orchestrator locale e remoto deve essere connesso alla stessa istanza di vCenter Server.